Attenzione al….. deficit dell’attenzione!
È il 1995. Siamo a Boston. È una notte fredda di gennaio. Un poliziotto sta inseguendo un sospettato quando passa di fianco a un gruppo di poliziotti che stanno pestando un loro collega. Non li vede. Viene tutto alla luce e scoppia uno scandalo. Il poliziotto, che si chiama Kenneth Conley, viene accusato di falsa testimonianza. Sarà condannato in primo grado per non aver voluto o potuto indicare i responsabili. A nulla è valsa la sua strenua difesa nell’affermare di non aver notato nulla: l’accusa sostiene che non poteva non aver notato, a pochi metri da lui, una simile scena.
Ci sono innumerevoli esperimenti che dimostrano che quando siamo concentrati su un elemento, ovvero quando il cervello è focalizzato su qualcosa che cattura la sua attenzione, non riusciamo a vedere altro.
Su youtube c’è un simpatico video che lo dimostra: potete vederlo anche subito cliccando qui. Dura poco più di un minuto.
Comunque, nell’episodio citato, alla fine lo sfortunato poliziotto è stato assolto in secondo grado,ma quanto ha rischiato.
Il fenomeno, in neurologia, è chiamato “cecità attenzionale”. Consiste nella mancata capacità di notare uno stimolo inatteso, presente nel campo visivo, quando la persona è occupata in altri compiti che richiedono attenzione. Una variante della cecità attenzionale è data dal cosiddetto “tunnel cognitivo” ovvero la situazione che si crea quando stiamo facendo un’azione prettamente manuale e prestiamo poca attenzione all’ambiente che ci circonda. Secondo alcuni neuroscienziati i tunnel cognitivi sono responsabili di incidenti e fatti di cronaca, come abbandono di bambini in macchina, dovuti a un sovraccarico mentale che non permette al cervello di elaborare tutte le informazioni contemporaneamente. È un pò quello che capita quando siamo in macchina, con la radio accesa, mentre siamo attenti alla guida, una persona seduta al nostro fianco ci parla e squilla il telefono. Se in quel momento il navigatore vi dice di uscire al casello, è possibile che voi non lo sentiate, né riusciate a elaborare, a livello visivo, che dovete uscire dall’autostrada. E saltate il casello!
Il problema sta nel fatto che in questi casi la mente non recepisce a livello “consapevole” quello che non si aspetta. Per esempio, quando vediamo un prestigiatore far sparire carte o palline dalla mano, in realtà è la sua abilità a portare la nostra attenzione su quello che la mente si aspetta a ingannarci e a impedirci di vedere dov’è andata a finire la pallina.
Tutto ciò provoca spesso problemi di relazione con gli altri e con se stessi
Per quanto riguarda gli altri vi sarà sicuramente successo di discutere, anche animatamente, con qualcuno, in casa, sul fatto che il tale mazzo di chiavi era stato messo in un certo posto anziché in un altro; oppure vi sarà capitato che una persona vi abbia fatto notare qualcosa che vi ha già detto, ma che voi non avete sentito. E spesso vi siete intestarditi nel dire che quella certa cosa non vi è stata mai detta. Distrazione, mancanza di attenzione, sono fattori che ci portano a non vedere ciò che è evidente e a non sentire ciò che è stato detto. E siamo assolutamente sicuri di avere ragione.
Immaginate che il vostro cervello abbia una telecamera e che questa sia puntata su qualcosa. Automaticamente il cervello si concentra su quella cosa, ignorando tutto il resto. Che però non vuol dire che il resto non esiste. Dovremmo imparare a fidarci di più degli altri o quantomeno a essere più umili e meno sicuri di noi stessi, perché il nostro caro amico cervello spesso ci inganna o, quantomeno, non ci dice tutta la verità.
Per quanto riguarda se stessi, quando con la telecamera nel nostro cervello è concentrata su qualcosa, un pensiero, un fatto, il resto viene ignorato e dato per scontato. Il problema, per quanto riguarda noi stessi, è che quello che sta guardando la telecamera determina il nostro stato d’animo, ovvero determina come ci sentiamo. Così se ci ha appena lasciato il partner, ci concentriamo totalmente sulla perdita subita e su quello che ci è venuto a mancare, dimenticando o trascurando tutto il resto che invece continua a far parte della nostra vita, i nostri figli, i genitori, il lavoro, gli amici e tutto ciò che abbiamo di bello. Spesso un fatto negativo porta il nostro cervello a concentrarsi totalmente su questo ignorando tutti i fatti positivi che continuano ad accadere nella nostra vita e che accadranno.
Si chiama “Focus mentale” e vi assicuro che determina costantemente come ci sentiamo. La buona notizia, e il mio compito di coach interviene adesso, è che posso utilizzare il focus mentale a mio vantaggio. Se, quando accade qualcosa di negativo, mi sforzo di concentrarmi su tutto quello che ho, invece di pensare a quello che mi è stato tolto, il mio umore cambia, migliora e riesco a metabolizzare, disagio, fastidio dolore. Se volete è un po’ come decidere di veder il bicchiere mezzo pieno. Che non vuol dire essere ottimisti a oltranza, ma vuol dire non ignorare che, oltre a quello che stiamo vedendo di negativo e su cui ci stiamo concentrando, c’è molto altro, di bello, intorno a noi, che vale la pena di essere visto, sentito, vissuto. E non dato per scontato. E quindi i genitori che ancora abbiamo, gli amici, gli affetti, anche le cose materiali che abbiamo conquistato con fatica, il microonde e il televisore a schermo piatto, ma anche la libertà, l’acqua calda, un letto caldo dove dormire, un tetto dove vivere, bei vestiti, ecc. NON DIAMOLI PER SCONTATI perché, a questo mondo, ci sono molte persone che non hanno nulla di tutto questo e che vorrebbero averlo, ma magari sono comunque felici.
Quindi, quando poniamo la nostra attenzione su qualcosa dobbiamo sempre essere coscienti e consapevoli che la cecità attenzionale ci sta distogliendo da ciò che non riusciamo a vedere o a sentire e che non ci aspettiamo e che diamo per scontato.
E spesso le cose belle sono lì, pronte, e non aspettano altro che le notiamo per venirci incontro. Quindi impariamo a usare la telecamera mentale nel modo migliore: quello che ci consente di essere felici, sempre.
Alla prossima.
Fdb

