Notizie positive: condividerle con gli altri facilita e alimenta il benessere.
Ogni giorno ci accade qualcosa di positivo, ma non sempre siamo in grado di trarne vantaggio. La giornata sembra andare bene, o comunque accadono cose di cui andare fieri o di cui essere contenti, ma basta una brutta risposta ricevuta, una battuta acida o un contrattempo per rovinarla di colpo. Avete acquisito un cliente, un amico si è confidato con voi e vi dice che siete importanti, il vostro partner vi dice che vi ama, fuori c’è il sole e state bene, ma basta che arrivi una cartella di Equitalia o una multa per eccesso di velocità, perché questi eventi negativi, del tutto marginali, adombrino definitivamente e pervasivamente la vostra giornata. Se acquisiamo tre clienti e ne perdiamo uno, siamo più rammaricati per la perdita di quell’uno che felici per l’acquisizione dei tre. Se in ufficio molti si congratulano con noi e uno solo ci manda a quel paese e ci critica, riusciamo a essere più rammaricati che felici.
Perché?
In realtà, come indicano alcuni studi, le esperienze positive che viviamo sono, in media, tre volte di più di quelle negative. E allora cosa ci porta a essere succubi degli eventi negativi che ci impediscono di sfruttare appieno e di godere delle cose buone che ci capitano quotidianamente?
In campo psico-neurologico i ricercatori hanno indentificato due tendenze principali che ci trattengono dal manifestare ed espandere la nostra gioia: l’inclinazione alla negatività e l’assuefazione. La prima si riferisce alla tendenza innata della nostra mente a dare più senso e più importanza agli aspetti negativi. Lo psicologo statunitense Roy Baumeister ha dimostrato che tendiamo a ricordare e a concentrarci di più sulle esperienze negative. L’assuefazione invece si riferisce al fatto che seppure nuove esperienze positive ci regalino un aumento del benessere, questo è momentaneo e, con il tempo, ci abituiamo ad esso e il loro effetto tende a scemare. Ricordate un’esperienza piacevole provata per la prima volta? Era intensa e appagante. Ma la stessa, ripetuta tutti i giorni, perde di intensità e di appeal e ci si stufa.
Detto questo, la domanda che gli esperti si pongono e che mi sta particolarmente a cuore è: è possibile diminuire o eliminare l’indole innata che abbiamo di dare maggiore importanza alle esperienze negative?
Un recente studio del ricercatore Nathaniel Lambert e dei suoi colleghi, sulle relazioni sociali e personali, conferma quello che spiego da anni durante il miei corsi e le sessioni di coaching individuali come coach e offre una chiave di lettura in questo senso: parlare di esperienze positive porta a un maggior benessere, a un aumento della soddisfazione e persino ad avere più energia. Può sembrarci strano, dato che siamo spesso riluttanti a parlare della nostra buona fortuna, sia per la atavica scaramanzia, ovvero la paura di attirarci la cattiva sorte, sia per molte convinzioni del tipo “chi si loda si imbroda” e via dicendo. In generale, non ci piace vantarci. O ancora tendiamo a sentirci in colpa per le cose buone che ci accadono rispetto ai problemi presenti nella vita di altre persone. In qualche modo, entrare i sintonia con gli altri in funzione di ciò che di negativo capita loro, della commiserazione e comprensione o persino del pettegolezzo, appare più giusto, realistico e applicabile. Al contrario, la ricerca di Lambert e colleghi dimostra che descrivere e raccontare le nostre esperienze positive, o anche quelle di altri, ci rende più felici. Certo, sbattere in faccia alle persone i propri successi non è una buona idea, ma raccontarli con sincerità ed entusiasmo, magari interessandoci anche ai successi degli altri, crea empatia.
È ormai risaputo che vari altri studi hanno dimostrato che, quello che io chiamo e suggerisco ai miei corsi , “l’esercizio del rendere grazie”, ovvero ringraziare per tutto ciò che di buono si ha, migliora la salute e il benessere psico-fisico e facilita il rapporto con gli altri. L’esercizio può essere fatto tutte le sere o quando ci sentiamo un tantino depressi e tristi. È una questione di focus mentale: se penso a tutto ciò che mi manca sto male, se invece penso a tutto ciò che ho mi sento meglio. La ricerca di Lambert dimostra anche che esprimere la gratitudine alle persone vicine, per quello che fanno o anche per quello che ci donano ogni giorno, aumenta e sostiene il benessere, ancora di più che provarla personalmente. La scrittrice inglese Charlotte Brontë, in una delle sue lettere, affermò che “la felicità non condivisa difficilmente può essere chiamata felicità: non ha sapore”. Ne Il lettore comune, Virginia Woolf scrisse: “il piacere non ha alcun gusto a meno che non lo condividiamo”. Nel film “Into the wild” che racconta la vera storia di Christopher McCandless che, dopo aver realizzato il suo sogno di arrivare in Alaska e pensando di aver raggiunto la felicità, alla fine diventa consapevole e scrive nelle sue memorie“Happiness only real when shared”: La felicità è autentica solo se condivisa. La ricerca di Lambert offre una conferma a tutte queste citazioni.
I ricercatori hanno quindi scoperto che chi ha l’abitudine di parlare con le persone vicine delle cose positive che stanno accadendo tendono a sentirsi più felici e più soddisfatte della vita. Inoltre nella ricerca sono stati anche esaminati gli effetti positivi del ricevere messaggi positivi:ascoltare notizie positive ci fa stare meglio. Chi riceve gratificazione, complimenti e messaggi di incoraggiamento manifesta segni di benessere e di contentezza molto più marcati. È importante circondarsi di persone positive, che ci fanno stare bene e ci supportano, ci assistono e ci incoraggiano, piuttosto che essere circondati da persone che invece ci buttano giù, ci criticano e ci screditano, anche se, magari, solo con l’intento di farci crescere. Tutto ciò non fa bene alla salute e fa ancora peggio all’autostima. Personalmente non guardo telegiornali da diversi anni, anche se, in realtà, le notizie mi arrivano comunque. Pensiamo a un qualunque TG, sia televisivo, che cartaceo, che online: è un concentrato di negatività! È molto semplice riscontrarlo: leggete o ascoltate una qualunque TG e fate la percentuale di notizie di carattere negativo e quelle positive. Molto spesso notizie positive non ce ne sono. La paura fa audience, non la positività. Provate a pensare a un quotidiano che contenga solo notizie positive, come ad esempio:
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Il politico tal dei tali ha fatto bene il suo lavoro e ha ricevuto un encomio.
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Il signor Caio ha ottenuto una promozione.
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La Regione Lombardia ha raggiunto con successo l’80% delle pratiche evase con un obiettivo previsto del 70%.
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I ragazzi Nino e Claudia si sono rimessi insieme dopo essere stati separati per due anni.
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Il cane Fuffi ha salvato un gatto da morte certa dandogli un po’ del suo cibo.
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La signora Flora ha vinto 50,00 euro al gratta e vinci e li ha regalati alla nipote.
Quanto venderebbe un quotidiano così?
Il problema è che essere immersi e circondati da notizie negative non fa che alimentare la negatività e il pessimismo. Pensiamo alla crisi attuale e a come si autoalimenta il pessimismo, creando un circolo vizioso fino a essere lui stesso la causa di molti problemi. Viceversa facilitare e alimentare il pensiero positivo, circondarsi di persone positive e di notizie positive genera, secondo i ricercatori Nicholas Kristakis e James Fower, benessere che influenza fino a tre livelli di separazione e divisione.
Per concludere possiamo quindi generare e sostenere la gioia dei nostri amici e partner incoraggiandoli a condividerla. Cosi facendo ne trarremo un vantaggio noi e influenzeremo positivamente anche il benessere di tutte le persone a loro collegate.
Come disse il premio Nobel per la pace Albert Schweitzer “la felicità è l’unica cosa che quando la dividi di moltiplica”!
Fdb

