Chi ben comincia è a metà dell’opera
In qualità di coach penso che chi lavora può avere grandi vantaggi nel capire come funziona il cervello e come questo può aiutarci nel modificare comportamenti, atteggiamenti e strategie per farci ottenere maggiori risultati da noi stessi e dagli altri. Non stiamo parlando di neurologia, né di psicologia, ma di come conoscere bene un organo del nostro corpo (come può esserlo l’intestino, lo stomaco o altro) e usarlo in modo che non solo non ci crei problemi ma che ci dia il meglio.
Dovete sapere che per il nostro cervello incompiutezza, vuol dire instabilità. E l’instabilità per il cervello equivale a una minaccia. Non è il caso che stia qui a spiegarvi cosa accade a livello chimico-organico quando il cervello si sente minacciato (come ad esempio la messa in circolo dell’adrenalina). Vi basti sapere che quando il cervello percepisce una minaccia, si difende e mette in atto delle strategie per proteggersi. Ad esempio se qualcuno mi aggredisce verbalmente, al punto da mettere in dubbio la mia identità, il cervello tende a “scaricare” la colpa su qualcun altro o a trovare giustificazioni per quello che ho fatto. E questo accade anche se chi mi aggredisce ha perfettamente ragione.
Qu
indi quando il cervello percepisce incompiutezza tende a “finire” ciò che non è completo. Un esempio? Fate l’esperimento del cerchio aperto: prendete un foglio di carta, disegnate un cerchio, ma senza ricongiungere le due estremità, in modo tale che non risulti completamente chiuso. Ora fissate il cerchio al centro per un paio di minuti e vedete che succede: dopo un po’ il vostro cervello ve lo fa vedere chiuso? Certo che si.
Per alcuni l’impulso sarà talmente forte che a loro verrà voglia di riprendere un mano la matita e di completare il disegno.
Ebbene, lo stesso tipo di dinamica può essere sfruttata, ad esempio, sul lavoro, per impedire di procrastinare continuamente i nostri impegni. Qualunque progetto abbiamo di fronte, qualunque impegno ci assilli, qualunque mansione o compito dobbiamo svolgere, il trucco, il segreto o, se volete, la soluzione sta nel cominciare, nel partire, nell’iniziare da qualche parte, non importa da quale parte.
Questo meccanismo o fenomeno è noto in psicologia come “effetto Zeigarnik”, dal nome della psicologa russa che per prima dimostrò che quando un compito proibitivo ci spaventa, al punto da essere rimandato continuamente, bisogna incominciare a fare qualcosa per far scattare in noi la motivazione a terminare quanto iniziato.
Chiaramente l’intensità di questo fenomeno varia da individuo a individuo, da contesto a contesto, e dal tipo di motivazione che abbiamo nel portare a termine il progetto o mansione. Ma funziona. Sempre.
Pertanto ogni volta che cominciamo a lavorare a qualcosa, a un progetto, a un compito (anche partendo da una cosa minima, semplicissima) è come se iniziassimo a disegnare un cerchio; poi facciamo qualcos’altro (e disegniamo un altro pezzetto di circonferenza) e ancora qualcos’altro (altro pezzettino), e via. L’unica condizione essenziale, affinché l’effetto funzioni è che, in partenza, ci sia in noi l’effettiva voglia e motivazione di portare a termine quel compito o progetto.
Ecco un suggerimento pratico
Così, ad esempio, se dovete redigere un atto che richiede impegno, lavoro, analisi, calcoli, ricerche, o anche un ricorso, insomma, un documento (che abbia una scadenza o meno) che vi procura preoccupazione, ansia, stress, il solo fatto di cominciare a scrivere l’intestazione, l’indirizzo, la data fa scattare il meccanismo del “completamento” e piano piano comincerete a svolgere la vostra mansione con sempre meno ansia e sempre più coinvolgimento.
A me capita, a volte, di acquistare uno strumento elettronico (telefonino, stampante, ecc.) e di soffrire maledettamente il fatto di dovere leggere le istruzioni per far funzionare l’oggetto. La tendenza che ho è quella di lasciare il pacco da qualche parte, anche per giorni, pur di non dover provare il disagio di dover imparare a usare l’oggetto. Allora decido semplicemente di “aprire” il pacco contente l’acquisto. Questo semplice gesto mi spinge, poi, a fare il resto: nel giro di mezzora sono in grado di sapere, più o meno perfettamente, come funziona il mio nuovo acquisto.
Provare per credere!
Alla prossima.
Fbd

