Impariamo ad usare il pensiero strategico
Stamattina la mia amatissima compagna rivolgendosi a me mi dice: “Senti, mi controlli se le cartucce della stampante sono a posto? Perché, sai, nel week-end dovrò fare un po’ di stampe e non vorrei che le cartucce si esaurissero proprio quando non devono…….”. “Ok” dico. Le prendo, le controllo, ed effettivamente una delle due è quasi scarica. A quel punto Lara si appunta il modello delle cartucce, mi ringrazia e mi dice: “Vedi, questo è un esempio di pensiero strategico, che tu spesso mi chiedi di usare!”
MA COS’E’ IL PENSIERO STRATEGICO?
Diciamo che alla base del pensiero strategico ci sono due tipi di domande che dovremmo sempre farci:
“CHE SUCCEDE SE FACCIO QUESTA COSA? CHE CONSEGUENZE HO NEL FARE QUESTA COSA?”
“CHE SUCCEDE SE NON FACCIO QUESTA COSA?” CHE CONSEGUENZE HO NEL NON FARE QUESTA COSA?

Tutto qui! Facile? Sicuramente le domande sono semplici, il difficile è farsele ogni volta che serve.
Ad esempio, se ricevo una mail da un cliente che si è lamentato perché ho consegnato in ritardo un progetto, è importantissimo chiedersi che succede se scrivo una mail di risposta o se non scrivo nessuna mail di risposta. Ma non solo. E’ altresì fondamentale chiedersi come reagirà se scrivo determinate cose piuttosto che se non le scrivo.
Che succede se, quando ricevo una telefonata a cui non ho risposto, non richiamo?
Che succede che non rispondo a un sms che ho ricevuto?
La mia sensazione, non avendo potuto ancora effettuare un sondaggio, è che molte persone tendono a re-agire o a non agire senza chiedersi nulla, semplicemente sulla base delle loro sensazioni o emozioni del momento. Della serie “Non ho tempo per richiamare, lo farò!” oppure “Non ho voglia di rispondere ora, ci penserò poi”
Capita, per esempio, di dover rimproverare un collega o un componente del mio team perché ha fatto qualcosa che non doveva. In questo caso è importante chiedermi che conseguenze avrò nel dire certe cose in un certo modo o in un altro oppure non dirgliele affatto.
Questo semplice esercizio (quello di farsi sempre le due domande che ho descritto sopra) costringe il nostro cervello a usare maggiormente la logica e a visualizzare le conseguenze future delle nostre azioni.
Immaginate quante vite umane si salverebbero se, per esempio alcuni automobilisti si facessero queste due domande prima di prendere un coltello o una pistola solo perché qualcuno non ha dato loro la precedenza. O addirittura quanti rapporti relazionali sarebbero salvi o recuperati se per esempio ci chiedessimo: “Che succede se non chiamo più quella persona?”. Potremmo continuare con esempi all’infinito.
Di solito usiamo il pensiero strategico solo quando dobbiamo fare qualcosa di importante (comprare casa, auto) ma non lo facciamo costantemente tutti i giorni per le piccole cose, in ogni rapporto relazionale, nelle decine di situazioni in cui potremmo essere molto più efficaci e ottenere dagli altri un risultato più vicino a quello che ci aspettiamo.
Ma andando oltre e più in profondità, pensate a chi fa una dieta, a chi fuma o beve. Se siete fumatori, provate a visualizzare come saranno i vostri polmoni tra dieci anni. O se siete bevitori come sarà il vostro fegato dopo decenni di bevute sconsiderate?
Ognuno è libero di fare quel che vuole e lungi da me dal dare lezioni di etica o di comportamento. In qualità di coach voglio solo spiegare come funzionano certi meccanismi, nella comunicazione (in questo caso con se stessi), per ottenere i risultati desiderati. E’ quindi indubbio che usare con me stesso lo strumento potentissimo della domanda, e in modo efficace, facendomi le domande così come sono state espresse sopra, farò sì che il mio cervello (che è programmato per rispondere, sempre) si focalizzi sulle risposte, le quali creeranno immagini, suoni e sensazioni che mi aiuteranno a prendere decisioni più intelligenti, di maggiore buon senso, e, soprattutto, EFFICACI.
Perché, ricordo sempre, non è necessariamente importante ciò che è giusto o sbagliato (peraltro concetti spesso molto soggettivi) ma ciò che FUNZIONA per ottenere il risultato che voglio.
Questa è l’efficacia.
Al prossimo articolo.
Fdb

