La depressione e la negatività sono contagiose
C’è una particolare tendenza dell’individuo a vedere tutto nero, tutto negativo, e a rimuginare per ore e giorni su pensieri tristi e demotivanti. In gergo scientifico si chiama vulnerabilità cognitiva ed è un fattore di rischio per la depressione.
Quello che sta emergendo dagli studi clinici, ma che la PNL afferma ormai da quattro decenni, è che è contagiosa. E’ quello che afferma uno studio condotto, in un college statunitense, dagli psicologi Gerald Haeffel e Jennifer Hames. La vulnerabilità cognitiva di ognuno di noi non è un fissa e immutabile nel tempo, ma può variare a seconda delle situazioni e durante tutti i passaggi critici della nostra vita, nei quali cambia il contesto sociale. Come, ad esempio, iniziare l’Università, cambiare casa e lavoro, divorziare. Tutti elementi che cambiano in modo più o meno radicale l’ambiente che ci circonda e le persone che frequentiamo. I ricercatori hanno sottoposto, nello studio condotto, un questionario a un centinaio di coppie di compagni di stanza del dormitorio di un college, tutti appena iscritti all’Università. L’obiettivo era valutare la vulnerabilità cognitiva e la presenza di eventuali sintomi depressivi. Lo stesso questionario è stato somministrato anche tre e sei mesi dopo. Chi era finito in stanza con una persona “vulnerabile”, dopo tre mesi mostrava, a sua volta, una vulnerabilità maggiore. In altre parole, i ragazzi che stavano in dormitorio con persone “vulnerabili” alla negatività e alla depressione, tendevano a diventare anch’essi depressi e negativi. Nello studio, dopo sei mesi, queste persone presentavano addirittura sintomi depressivi maggiori rispetto a colo che avevano avuto un atteggiamento meno negativo.
Sono anni che durante i miei corsi, in qualità di coach, spiego in aula quanto è contagiosa la negatività, la depressione e l’ansia. E’ purtroppo indubbio: se stiamo con persone negative e depresse, rischiamo di diventare come loro, se non peggio. E non solo. Vivere in un ambiente dove le notizie negative bombardano il quotidiano alimenta le nostre paure e ci porta a vedere tutto sempre più nero.
Nel 2008 leggevo ancora qualche giornale, prevalentemente tecnico, come il Sole 24 ore, per aggiornarmi sulla realtà economica. Ricordo che per ben 6-8 mesi il quotidiano dedicava almeno 6-7 pagine alla crisi nella quale eravamo appena entrati, con titoli del tipo “La grande crisi” oppure “La crisi del sistema economico” o ancora “le ripercussioni negative della crisi”. Ora la mia domanda è: dato per scontato che se pure può essere realistico riscontrare un periodo molto difficile da un punto di vista economico, quanto potrà essere utile far focalizzare le persone, costantemente sulla negatività del momento, anziché sulle soluzioni e le opportunità che una crisi come questa può invece stimolare? E come credete che ci si senta nel sentir parlare sempre di crisi? Siamo più reattivi? Più propositivi? Più oculati? Niente affatto. Siamo più paurosi, negativi e disfattisti. Non acquistiamo, non investiamo, non viaggiamo, non usciamo.
Purtroppo è un fatto che finalmente anche la scienza sta avvalorando: le notizie negative fanno male alla salute.
Sono anni che non guardo più un telegiornale: forse qualcuno pensa che le notizie che ci raccontano sono le uniche al mondo che si possono raccontare? No, sono solo quelle che qualcuno sceglie di dirci. Quelle che alimentano la paura, perché la paura genera controllo. Chiedetelo alle migliaia di persone che anni fa acquistarono in Italia un farmaco contro la meningite di tipo A dopo che un bambino aveva contratto quel tipo di malattia ed era deceduto e lo avevano comunicato al TG. Farmacie prese d’assalto, la asl in tilt e una follia collettiva che faceva precipitare le persone ad acquistare il vaccino. La cosa assurda è che il tipo di vaccino che hanno comprato le persone curava la meningite di tipo B e non serviva a nulla contro la meningite di tipo A. Chi ci avrà guadagnato? La paura controlla masse di persone.
L’ansia e la negatività sono contagiose.
Per neutralizzarle è necessario ascoltare cose positive, pensare in positivo, frequentare persone positive, leggere libri e guardare film positivi. Sembrano consigli da filosofia orientale. Il fatto è che sono tutte cose vere e ormai verificate anche dalla medicina ordinaria.
Auguro molti pensieri positivi a tutti voi!
Fdb

